I sistemi poliuretanici sono sistemi di reazione complessi in cui la reazione controllata di isocianati con polioli porta alla formazione di materiali con strutture e proprietà progettate con precisione. L’appropriata selezione di materie prime e additivi di reazione consente di controllare il processo di reazione, l’architettura polimerica e le proprietà fisico-chimiche dei materiali risultanti. Questi sistemi consentono la produzione ripetibile di schiume, elastomeri e materiali CASE con parametri rigorosamente controllati.
Da un punto di vista chimico, un sistema poliuretanico è un insieme di componenti compatibili in cui la reazione degli isocianati con i polioli porta alla formazione di una struttura poliuretanica reticolata o lineare. La composizione e le proporzioni delle singole materie prime determinano la cinetica della reazione, il grado di reticolazione e la morfologia del materiale finale.
Gli isocianati utilizzati nei sistemi poliuretanici comprendono sia quelli aromatici, ad esempio TDI, MDI, che favoriscono una maggiore resistenza termica e meccanica dei materiali, sia quelli alifatici e cicloalifatici, che influenzano l’elasticità e altri parametri delle proprietà finali.
Dal punto di vista chimico, i sistemi poliuretanici sono costituiti da almeno due componenti di base: una parte isocianata (componente A) e una parte poliolo (componente B), miscelate in proporzioni stechiometriche rigorosamente definite. Il componente A contiene composti con gruppi isocianato attivi (–NCO), mentre il componente B è una miscela di polioli polietere o poliestere e additivi che regolano la reazione e la struttura del polimero risultante.
La fase chiave è la reazione di addizione dei gruppi idrossilici nucleofili
(–OH) del poliolo ai gruppi isocianato, portando alla formazione di legami uretanici (–NH–CO–O–). Questa reazione è esotermica e può verificarsi parallelamente ad altri processi, come la reazione degli isocianati con l’acqua, con conseguente rilascio di anidride carbonica e formazione della struttura cellulare delle schiume poliuretaniche.
Il componente poliolo del sistema può inoltre contenere:
La selezione di questi componenti consente di controllare la densità, la durezza, l’elasticità, la resistenza chimica e la stabilità termica del poliuretano risultante.
A seconda della composizione chimica e della funzionalità delle materie prime utilizzate, i sistemi poliuretanici possono dare origine a materiali espansi, a celle aperte o chiuse, oppure a strutture solide come elastomeri, rivestimenti, adesivi e sigillanti classificati come CASE. Pertanto, i sistemi poliuretanici rappresentano uno strumento universale nell’ingegneria dei materiali, consentendo la progettazione di un’ampia gamma di materiali attraverso una sintesi chimica controllata.
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