I modificatori reologici sono un gruppo di additivi chimici utilizzati per regolare le proprietà di flusso dei materiali. Agiscono controllando la viscosità, la consistenza e la stabilità di sistemi liquidi e semiliquidi. Grazie alla loro capacità di modellare con precisione i parametri reologici, questi modificatori rappresentano un elemento importante nella progettazione dei moderni sistemi di formulazione.
La reologia descrive il comportamento dei materiali sotto l’influenza di forze esterne, in particolare la loro suscettibilità allo scorrimento e alla deformazione. Il parametro standard è la viscosità (η), ovvero il rapporto tra sforzo di taglio e velocità di deformazione.
I materiali possono presentare un comportamento newtoniano, in cui la viscosità rimane costante a una data temperatura ed è indipendente dalla velocità di taglio, caratteristica, tra gli altri, dell’acqua e dei solventi semplici. Nel caso di un comportamento non newtoniano, la viscosità varia sotto carico meccanico: può diminuire all’aumentare della velocità di taglio, aumentare o variare nel tempo a velocità di taglio costante, come nel caso dei sistemi tissotropici.
Molti modificatori reologici agiscono formando strutture reticolari microscopiche e dinamiche nella fase continua, come risultato di interazioni fisico-chimiche reversibili, come legami a idrogeno, interazioni elettrostatiche e associazioni idrofobiche. La rete tridimensionale formata aumenta la resistenza al flusso a basse velocità di taglio, stabilizzando le dispersioni e limitando la sedimentazione. Sottoposta a taglio, questa struttura subisce una temporanea distruzione o riorganizzazione, che riduce la viscosità, e al cessare del carico si ricostruisce, ripristinando le proprietà reologiche originali del sistema.
I polimeri ad alto peso molecolare introdotti come modificatori, ad esempio i modificatori di viscosità uretanici HEUR, possono legarsi alle catene di resina o polimeri nel sistema, dando origine ad associazioni molecolari. Queste interazioni di rigonfiamento e legame reciproci contribuiscono all’aumento della viscosità e alla formazione di una struttura reologica efficace a basse velocità di taglio.
Alcuni modificatori inorganici, ad esempio bentoniti e argille organofile, formano strutture dense in presenza di un mezzo, spesso acqua, che ne aumentano efficacemente la viscosità e la resistenza alla sedimentazione delle particelle. Tali meccanismi sono utilizzati in vernici e rivestimenti per stabilizzare i pigmenti e impedire la sedimentazione della fase solida.
La funzione principale è quella di adattare la viscosità al processo di applicazione: il prodotto deve essere sufficientemente fluido da consentire la miscelazione, il pompaggio o la spruzzatura e, allo stesso tempo, sufficientemente viscoso da impedire la colatura e stabilizzare le sospensioni di pigmenti o altre fasi solide.
In molte formulazioni è auspicabile la tissotropia, ovvero un fenomeno per cui la viscosità diminuisce sotto l’azione del taglio, ad esempio durante la miscelazione o l’applicazione a pennello, e si ripristina dopo che la forza cessa, stabilizzando il prodotto a riposo.
I modificatori reologici aumentano la stabilità delle sospensioni di pigmenti e particelle, riducendone la tendenza a sedimentare durante lo stoccaggio. Interagendo con la fase continua e le particelle, la variazione del profilo reologico contrasta la separazione di fase.
I prodotti di questo gruppo sono principalmente polietilenglicoli (PEG) di vari pesi molecolari, che influenzano la viscosità e il comportamento di flusso dei sistemi modificando le interazioni molecolari nella fase continua. Agiscono, tra le altre cose, come solubilizzanti e umettanti che, legando l’acqua e formando strati di idratazione, possono influenzare la viscosità e la stabilità delle dispersioni.
Questo gruppo include tensioattivi che, oltre alle loro funzioni tipiche, possono influenzare le proprietà reologiche, addensare, modificare la consistenza e stabilizzare strutture in fase continua. La loro azione è spesso associativa, comportando la formazione di micelle o aggregati che interagiscono con macromolecole o altri componenti del sistema.
Gli alcanolamidi si presentano come tensioattivi con proprietà addensanti e reologiche, soprattutto in presenza di altri tensioattivi, ad esempio quelli anionici.
Non tutti i prodotti di questa categoria sono tensioattivi o PEG. Esistono anche additivi funzionali polimerici utilizzati in edilizia che migliorano le proprietà reologiche delle miscele di calcestruzzo attraverso meccanismi di interazione polimero-particella sulla superficie. Un esempio di tale sostanza è una soluzione acquosa al 50 %di copolimero policarbossilato.
In molti settori, i modificatori reologici sono fondamentali per controllare il processo produttivo, l’applicazione e le proprietà prestazionali. Nelle vernici e nei rivestimenti, determinano:
Nei prodotti chimici cosmetici e per la casa, i modificatori influenzano anche la consistenza e la consistenza, che si traducono in sensazioni sensoriali e comfort di applicazione, sebbene i meccanismi molecolari di interazione rimangano simili.
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